Namastè
In questo video ti voglio parlare del significato e della differenza tra il bindi e il tilak.
Preferisci guardare il video, leggere l’articolo, oppure ascoltare il file audio? Scegli tu 😃
00:00
00:00
-
https://www.lelineeraja.com/wp-content/uploads/2022/01/Il-
00:00
https://youtu.be/pr1PBrBSV7Y
Il bindi è il decoro che viene messo al centro tra le sopracciglia mentre il tilak ha un significato un pò più spirituale e va a decorare praticamente tutta la fronte.
Capiamo subito qual è il significato del bindi che viene indossato al centro tra le sopracciglia principalmente dalle donne indiane.
La parola bindi deriva da un termine sanscrito che è bindu e significa “punto”.
Viene indossato nella zona al centro della fronte che è la proiezione di ajna chakra, il sesto chakra. Si tratta di un centro energetico molto importante del nostro corpo che è anche chiamato comunemente il terzo occhio, l’occhio spirituale
È l’occhio che ci permette di guardarci all’interno di vedere ciò che non è possibile vedere con i nostri occhi fisici
Però c’è da dire che al giorno d’oggi questo decoro ha scopi principalmente estetici. Inizialmente determinava lo stato sociale di una donna sposata, ma al giorno d’oggi viene indossato veramente da tutte le donne.
Può avere diverse forme, dimensioni e materiali: da quelli più comuni che sono dei pallini rossi fatti di feltro con della colla applicata sul retro, fino ad arrivare a dei bindi veramente molto preziosi, fatti con pietre diamanti meravigliosi
Può capitare anche di vedere dei punti neri principalmente disegnati ai bambini: questi si chiamano black pottu e vengono fatti non solo al centro tra le sopracciglia, ma anche sulle guance o comunque in generale sul viso.
Questi punti neri sono fatti principalmente col kajal e si usano per tenere lontano il malocchio dai bambini.
Cerchiamo invece ora di capire che cos’è il tilak.
il tilak è un segno che viene fatto sulla fronte per indicare l’appartenenza a una certa corrente spirituale, infatti a seconda della corrente a cui si appartiene si andranno a fare dei simboli diversi.
Per esempio gli shivaiti fanno le tre linee sulla fronte che rappresentano anche i tre guna (ti spiegherò il concetto dei tre guna in un altro video), invece per quanto riguarda i vishnuiti viene fatta una “v” al centro della fronte.
Queste due sono le principali che mi vengono come esempio ma sono veramente di tanti tipi
Le polveri che vengono usate per questi decori sono di diverso tipo oggi ve ne spiegherò tre che sono le più comuni.
La prima è il vibhuti, che è la cenere. Per essere ottenuta, la cenere ovviamente deve passare attraverso il fuoco quindi attraverso un processo di distruzione e purificazione, infatti è proprio questo il significato del vibhuti: distruzione e purificazione.
Viene utilizzata principalmente dagli shivaiti ed è quella che viene utilizzata per fare le tre linee di cui vi parlavo prima.
Abbiamo poi il chandan che è la pasta di sandalo che è un materiale veramente molto prezioso e molto utilizzato (ha un profumo veramente buonissimo) e viene di solito utilizzato proprio su ajna chakra. Questo serve a farlo percepire sia fisicamente perché nel momento in cui si mettono questi devono essere bagnati e nel momento in cui si asciugano devono leggermente tirare la pelle, sia lavorano anche da un punto di vista energetico. Quindi il chandan (la pasta di sandalo) viene applicata principalmente su ajna chakra.
Un altro materiale molto utilizzato è il kum kum che è una polvere di un rosso molto acceso, che va a rappresentare la potenza divina principalmente quella della shakti quindi la potenza femminile
Il bindi al giorno d’oggi viene usato per scopi estetici, il tilak rimane per scopi più spirituali.
A me personalmente il bindi piace tantissimo come decoro e come ornamento e spesso mi diverto a creare dei bindi, quindi se sei interessata a vedere la mia collezione di bindi ti invito a visitare il mio sito per vedere se c’è un bindi adatto a te.
Ci vediamo nel prossimo video e… namastè! 🙏



